Coalizione Civica: «Cannito e le giunte “usa e getta”: quasi 40 assessori in 8 anni»
La nota di Carmine Doronzo e Michela Diviccaro
giovedì 15 ottobre 2026
1.50
«A fare il conto di quanti assessori ha cambiato Cannito in 8 anni si perde la testa: tra revoche, dimissioni, cambi di deleghe e assessori durati qualche giorno, il numero delle persone che hanno trovato posto (e stipendio) alla corte del primo cittadino della destra arriva quasi a 40». Così i consiglieri comunali di Coalizione Civica Carmine Doronzo e Michela Diviccaro.
«Nel secondo mandato gli assessori e le assessore sono stati 26, un numero altissimo. In alcuni settori strategici per la città ci sono stati anche 5 o 6 cambi in pochi anni. All'ambiente si contano 5 persone diverse che hanno tenuto le deleghe, ai servizi sociali 4. E tra queste persone ce ne sono alcune che hanno ricoperto l'incarico per pochi mesi, a volte per poche settimane. Ci sono anche assessori nominati a pochi mesi dalla fine della consiliatura: figure che non hanno nulla a che vedere con la visione strategica della città, perché non hanno il tempo di incidere, non hanno la possibilità di programmare, non hanno la forza di imprimere un indirizzo. Sono nomine fatte per ragioni di equilibrio politico, per tappare una falla, per garantire una maggioranza che non c'è più. Eppure vengono presentate come se avessero un progetto, una visione, una strategia. Non è così. Sono l'ennesimo tassello di una gestione che ha consumato assessori come fossero pedine, senza mai costruire una squadra vera, senza mai condividere un programma, senza mai rispettare i propri alleati.
Oltre ai dubbi sull'armonia della maggioranza, è evidente che questa gestione ha portato a una paralisi totale della macchina amministrativa su questioni fondamentali. Un assessore che dura sei mesi, un anno, forse due, non ha il tempo materiale per conoscere il bilancio del proprio settore, instaurare un rapporto di fiducia con i dirigenti, studiare i bandi PNRR, programmare a medio e lungo termine. Può gestire l'ordinario, firmare delibere preparate da altri, presenziare a eventi. Ma la politica vera, quella che trasforma una città, richiede tempo, competenza e continuità. Tre cose che la giunta Cannito non ha mai avuto.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, nei settori in cui l'instabilità amministrativa è stata altissima, le deleghe sulla mobilità sostenibile sono passate di mano in mano senza che si facesse niente: il PUMS viene promesso dal 2018, ma ancora non c'è traccia in alcun atto amministrativo. Nel 2024, sei anni dopo, il Comune di Barletta è costretto a richiedere un contributo alla Regione Puglia per la redazione del PUMS, dichiarando nero su bianco che il Comune "non è dotato di un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile".
Meglio non parlare delle politiche giovanili, le deleghe negli ultimi anni sono passate dalle mani di chiunque, con l'unico effetto di far aumentare il numero di giovani che lasciano la nostra città.
L'ambiente è un caso emblematico: una delle deleghe più importanti (tanto che il Sindaco per lungo tempo l'ha tenuta per sé) non ha mai avuto un punto di riferimento e siamo già al quarto assessore in quattro anni. Se a questo aggiungiamo che per molto tempo la carica di assessore all'ambiente è stata ricoperta da una persona diversa da quella che si occupa di verde pubblico, si capisce quale investimento abbia fatto la destra sul tema negli ultimi anni.
A questo si aggiungono i servizi sociali, la polizia locale, lo sport, insieme a deleghe distribuite e di cui nessuno sa a quali risultati abbiano portato come quelle relative alle pari opportunità, alla "smart city", alla partecipazione, all'associazionismo e ancora molte altre materie di cui in città non si è mai discusso e per cui non si è mai approvato un solo provvedimento.
Sono ormai 8 anni che la destra barlettana tratta la giunta come un bottino da spartire, le deleghe come merce di scambio, gli assessori come pedine sacrificabili. Ha vinto due elezioni e non ha mai governato: ha amministrato il potere come una proprietà privata, la città come un dettaglio trascurabile. La città e i cittadini meritano una classe dirigente all'altezza delle sfide del tempo che abbia la capacità di trasformare Barletta in positivo, non accordi di piccolo cabotaggio che servono per arrivare a fine consiliatura o… a fine mese».
«Nel secondo mandato gli assessori e le assessore sono stati 26, un numero altissimo. In alcuni settori strategici per la città ci sono stati anche 5 o 6 cambi in pochi anni. All'ambiente si contano 5 persone diverse che hanno tenuto le deleghe, ai servizi sociali 4. E tra queste persone ce ne sono alcune che hanno ricoperto l'incarico per pochi mesi, a volte per poche settimane. Ci sono anche assessori nominati a pochi mesi dalla fine della consiliatura: figure che non hanno nulla a che vedere con la visione strategica della città, perché non hanno il tempo di incidere, non hanno la possibilità di programmare, non hanno la forza di imprimere un indirizzo. Sono nomine fatte per ragioni di equilibrio politico, per tappare una falla, per garantire una maggioranza che non c'è più. Eppure vengono presentate come se avessero un progetto, una visione, una strategia. Non è così. Sono l'ennesimo tassello di una gestione che ha consumato assessori come fossero pedine, senza mai costruire una squadra vera, senza mai condividere un programma, senza mai rispettare i propri alleati.
Oltre ai dubbi sull'armonia della maggioranza, è evidente che questa gestione ha portato a una paralisi totale della macchina amministrativa su questioni fondamentali. Un assessore che dura sei mesi, un anno, forse due, non ha il tempo materiale per conoscere il bilancio del proprio settore, instaurare un rapporto di fiducia con i dirigenti, studiare i bandi PNRR, programmare a medio e lungo termine. Può gestire l'ordinario, firmare delibere preparate da altri, presenziare a eventi. Ma la politica vera, quella che trasforma una città, richiede tempo, competenza e continuità. Tre cose che la giunta Cannito non ha mai avuto.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, nei settori in cui l'instabilità amministrativa è stata altissima, le deleghe sulla mobilità sostenibile sono passate di mano in mano senza che si facesse niente: il PUMS viene promesso dal 2018, ma ancora non c'è traccia in alcun atto amministrativo. Nel 2024, sei anni dopo, il Comune di Barletta è costretto a richiedere un contributo alla Regione Puglia per la redazione del PUMS, dichiarando nero su bianco che il Comune "non è dotato di un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile".
Meglio non parlare delle politiche giovanili, le deleghe negli ultimi anni sono passate dalle mani di chiunque, con l'unico effetto di far aumentare il numero di giovani che lasciano la nostra città.
L'ambiente è un caso emblematico: una delle deleghe più importanti (tanto che il Sindaco per lungo tempo l'ha tenuta per sé) non ha mai avuto un punto di riferimento e siamo già al quarto assessore in quattro anni. Se a questo aggiungiamo che per molto tempo la carica di assessore all'ambiente è stata ricoperta da una persona diversa da quella che si occupa di verde pubblico, si capisce quale investimento abbia fatto la destra sul tema negli ultimi anni.
A questo si aggiungono i servizi sociali, la polizia locale, lo sport, insieme a deleghe distribuite e di cui nessuno sa a quali risultati abbiano portato come quelle relative alle pari opportunità, alla "smart city", alla partecipazione, all'associazionismo e ancora molte altre materie di cui in città non si è mai discusso e per cui non si è mai approvato un solo provvedimento.
Sono ormai 8 anni che la destra barlettana tratta la giunta come un bottino da spartire, le deleghe come merce di scambio, gli assessori come pedine sacrificabili. Ha vinto due elezioni e non ha mai governato: ha amministrato il potere come una proprietà privata, la città come un dettaglio trascurabile. La città e i cittadini meritano una classe dirigente all'altezza delle sfide del tempo che abbia la capacità di trasformare Barletta in positivo, non accordi di piccolo cabotaggio che servono per arrivare a fine consiliatura o… a fine mese».