Carovita, Rociola: «Se il ceto medio scompare e la politica resta a guardare»

La nota dell'avvocato

domenica 25 ottobre 2026 11.08
«Non sappiamo quale futuro consegneremo alle nostre famiglie e al nostro Paese. L'incertezza sul domani è ormai un sentimento diffuso, accompagnato da un'unica indubitabile certezza: così non si può più andare avanti. Portare il pane a tavola è diventato difficile, a tratti persino un'impresa, a causa di una catena distributiva globale in affanno che fa scarseggiare le materie prime nei negozi. Di fronte a questo scenario, la percezione è che per il nostro Paese non si stia facendo abbastanza». Così l'avvocato Gennaro Rociola.

«Questa non è una questione di bandiere, né una guerra ideologica tra destra e sinistra. Siamo davanti a una vera e propria crisi sociale che rischia di far scomparire definitivamente il concetto stesso di "ceto medio", trascinandoci verso un terreno incognito. Le immagini di questi mesi parlano chiaro: piazze blindate, tensioni, blocchi stradali e scaffali vuoti nei supermercati. Sullo sfondo, il caro carburanti e un aumento generalizzato del costo della vita che si scontrano con stipendi rimasti drammaticamente insufficienti. Viene da chiedersi cosa abbiano fatto i governi in questi anni caratterizzati da proclami sulla stabilità e sulla longevità della politica, mentre il mondo intorno a noi cambiava radicalmente giorno dopo giorno, senza che nessuno si sedesse a un tavolo con idee davvero concrete per evitare un punto di non ritorno.
Per comprendere la portata del problema, è necessario guardare a dati oggettivi che fotografano una realtà strutturale:

· Salari al palo: I dati OCSE certificano che l'Italia è l'unico Paese europeo in cui i salari reali medi non sono cresciuti tra il 1990 e il 2020, registrando addirittura un saldo negativo del -2,9%. Nello stesso trentennio, la Germania ha visto una crescita del +33% e la Francia del +31%.
· Potere d'acquisto in fumo: Il potere d'acquisto delle famiglie italiane ha subito una contrazione che supera l'8%, erodendo i risparmi e limitando le spese quotidiane.
· Povertà in aumento: Secondo le rilevazioni ISTAT, la povertà assoluta in Italia coinvolge ormai circa 2,2 milioni di famiglie, un dato che mostra la vulnerabilità di una fetta sempre più ampia della popolazione.
· Il peso delle tasse sul lavoro: Il cuneo fiscale medio italiano si conferma tra i più alti al mondo. Questa pressione crea una forbice enorme tra il costo reale sostenuto dalle imprese per ogni dipendente e la somma netta che effettivamente entra nella busta paga del lavoratore.

Scendere in piazza e manifestare pacificamente è un diritto sacrosanto che va difeso e sostenuto, specialmente quando nasce da un disagio reale e profondo. Tuttavia, la protesta da sola non basta a tracciare la rotta per il domani.
Davanti alla crisi sociale e alle piazze che si accendono, serve un cambio di passo concreto: la protesta è un diritto, ma la vera sfida oggi è governare il futuro. La vera sfida appartiene a chi siede nelle istituzioni. Trovare soluzioni concrete, ridurre il peso fiscale sul lavoro, rilanciare i salari e proteggere il potere d'acquisto dei cittadini non sono più opzioni spendibili in campagna elettorale, ma un dovere imprescindibile. Fare politica, oggi, significa assumersi la responsabilità di restituire una prospettiva e un futuro dignitoso a tutta la collettività».