Canale H, Coalizione Civica Barletta: «Sulla salute pubblica non ammettiamo deroghe»
La nota del consigliere e la consigliera di Coalizione Civica Barletta, Carmine Doronzo e Michela Diviccaro, con gli attivisti e le attiviste
martedì 21 luglio 2026
10.40
"Le analisi richieste dal Comune ad ARPA hanno confermato ciò che Goletta Verde aveva già denunciato. Le acque in prossimità della foce del Canale H sono contaminate e il Sindaco è stato costretto a firmare il divieto di balneazione. Resta una domanda che pesa come un macigno. Perché i risultati, con relativa ordinanza di divieto, sono stati resi noti solo molte ore dopo la ricezione degli stessi dando il tempo a migliaia di persone di bagnarsi senza le dovute accortezze? Quando è in gioco la salute della cittadinanza, la tempestività non è un dettaglio. È un obbligo morale e civico". Si legge nella nota del consigliere e la consigliera di Coalizione Civica Barletta Carmine Doronzo e Michela Diviccaro, con gli attivisti e le attiviste.
"Ma il vero scandalo è un altro. Dal 2018 questa amministrazione governa Barletta e, dopo otto anni, il Canale H continua a essere una delle più grandi emergenze ambientali della città. Cambiano gli annunci, cambiano le dichiarazioni, ma il risultato è sempre lo stesso: Un mare inquinato, un divieto di balneazione che arriva dopo l'avvio della stagione balneare, e una città che continua a fare i conti con problemi mai risolti. Un altro dato che NON possiamo dimenticare è che, alle domande poste da coalizione civica nello scorso consiglio comunale proprio sui controlli sugli sversamenti abusivi- annunciati dal Sindaco nel 2024 in seguito allo stesso allarme, così come sulla scarsa comunicazione cartellonistica di divieto- a sindaco assente ha risposto il dirigente dichiarando che il divieto di balneazione consigliato da Arpa NON riguarda il tratto compreso tra i circa 200m a destra e 200 a sx del canale ma sarebbe più esteso. L'ordinanza, sempre per non gettare discredito sulla città parla di tratto immediatamente in corrispondenza del canale. Da dove a dove? Sarebbe utile saperlo, vista la contraddizione emersa in consiglio comunale e che, ad oggi, non tutti i lidi hanno esposto il cartello di divieto".
"Dei controlli avviati nel 2024, invece, non si ha notizia. Erano stati avviati? O era un altro annuncio caduto nel vuoto? È chiaro che lo slogan "Barletta non è una città inquinata" non fa bene a niente e nessuno/a. Il "buon padre di famiglia", altra espressione cui tanto è legato il nostro sindaco, non dovrebbe negare le colpe: le dovrebbe denunciare e dovrebbe prodigarsi per risolverle. Si è provato persino a mettere in dubbio le analisi di Goletta Verde pur di non ammettere un fallimento sulla gestione ambientale della città. Fallimento che riguarda tanto il Canale H quanto le altre questioni ambientali che da anni attendono risposte. Non basta indignarsi davanti alle telecamere. Non basta puntare il dito contro ignoti responsabili".
"Governare significa prevenire, controllare e risolvere i problemi prima che esplodano. Questa amministrazione ha avuto otto anni per affrontare seriamente la questione del Canale H. Otto anni nei quali si sarebbero dovuti intensificare i controlli, individuare le cause degli sversamenti e mettere in sicurezza uno dei punti più delicati del nostro litorale. Oggi, invece, ci ritroviamo ancora a parlare di acqua contaminata, di sversamenti illegali e di divieti di balneazione. Nel frattempo Barletta continua a perdere credibilità con ricadute pesantissime su tutta la filiera turistica del territorio. Quale immagine offriamo quando uno dei nostri tratti di costa finisce sulle cronache per problemi ambientali? Ogni episodio come questo allontana, danneggia operatori e operatrici turistici e balneari e priva la città di opportunità di sviluppo".
"Come Coalizione Civica non ci accontenteremo dell'ennesima promessa e delle ennesime chiacchiere. Pretendiamo la città conosca tutta la verità, che vengano individuate le cause dell'inquinamento, che si accertino le responsabilità e che si intervenga una volta per tutte. Chiediamo che i controlli sulla qualità delle acque diventino periodici e costanti, con campionamenti almeno ogni tre settimane durante la stagione balneare. Solo un monitoraggio continuo può garantire la tutela della salute dei cittadini e consentire di individuare tempestivamente eventuali nuove contaminazioni. Allo stesso tempo non ci si può limitare al solo Canale H. È necessario estendere immediatamente i controlli anche agli altri principali canali che sfociano nel nostro mare, a partire dal Ciappetta- Camaggio e con essi, monitorare anche il fiume Ofanto, per verificare se esistano ulteriori scarichi abusivi o altre situazioni di criticità ambientale".
"La tutela del mare di Barletta non può fermarsi ai confini comunali soprattutto per quanto riguarda l'Ofanto. Per questo chiediamo che venga istituito un tavolo permanente con tutti i Comuni della provincia interessati dal bacino idrografico, in particolare Andria, Canosa di Puglia, San Ferdinando di Puglia e Cerignola, insieme agli enti competenti. L'inquinamento delle acque richiede una strategia condivisa, controlli coordinati e responsabilità comuni. Se sul Canale H il centrodestra ha fallito facciamo in modo che possano essere evitate altre potenziali situazioni di inquinamento per il futuro altrimenti, a pagare il prezzo di ulteriori fallimenti, saranno sempre cittadini/e, il nostro mare e il futuro turistico della città".
"Ma il vero scandalo è un altro. Dal 2018 questa amministrazione governa Barletta e, dopo otto anni, il Canale H continua a essere una delle più grandi emergenze ambientali della città. Cambiano gli annunci, cambiano le dichiarazioni, ma il risultato è sempre lo stesso: Un mare inquinato, un divieto di balneazione che arriva dopo l'avvio della stagione balneare, e una città che continua a fare i conti con problemi mai risolti. Un altro dato che NON possiamo dimenticare è che, alle domande poste da coalizione civica nello scorso consiglio comunale proprio sui controlli sugli sversamenti abusivi- annunciati dal Sindaco nel 2024 in seguito allo stesso allarme, così come sulla scarsa comunicazione cartellonistica di divieto- a sindaco assente ha risposto il dirigente dichiarando che il divieto di balneazione consigliato da Arpa NON riguarda il tratto compreso tra i circa 200m a destra e 200 a sx del canale ma sarebbe più esteso. L'ordinanza, sempre per non gettare discredito sulla città parla di tratto immediatamente in corrispondenza del canale. Da dove a dove? Sarebbe utile saperlo, vista la contraddizione emersa in consiglio comunale e che, ad oggi, non tutti i lidi hanno esposto il cartello di divieto".
"Dei controlli avviati nel 2024, invece, non si ha notizia. Erano stati avviati? O era un altro annuncio caduto nel vuoto? È chiaro che lo slogan "Barletta non è una città inquinata" non fa bene a niente e nessuno/a. Il "buon padre di famiglia", altra espressione cui tanto è legato il nostro sindaco, non dovrebbe negare le colpe: le dovrebbe denunciare e dovrebbe prodigarsi per risolverle. Si è provato persino a mettere in dubbio le analisi di Goletta Verde pur di non ammettere un fallimento sulla gestione ambientale della città. Fallimento che riguarda tanto il Canale H quanto le altre questioni ambientali che da anni attendono risposte. Non basta indignarsi davanti alle telecamere. Non basta puntare il dito contro ignoti responsabili".
"Governare significa prevenire, controllare e risolvere i problemi prima che esplodano. Questa amministrazione ha avuto otto anni per affrontare seriamente la questione del Canale H. Otto anni nei quali si sarebbero dovuti intensificare i controlli, individuare le cause degli sversamenti e mettere in sicurezza uno dei punti più delicati del nostro litorale. Oggi, invece, ci ritroviamo ancora a parlare di acqua contaminata, di sversamenti illegali e di divieti di balneazione. Nel frattempo Barletta continua a perdere credibilità con ricadute pesantissime su tutta la filiera turistica del territorio. Quale immagine offriamo quando uno dei nostri tratti di costa finisce sulle cronache per problemi ambientali? Ogni episodio come questo allontana, danneggia operatori e operatrici turistici e balneari e priva la città di opportunità di sviluppo".
"Come Coalizione Civica non ci accontenteremo dell'ennesima promessa e delle ennesime chiacchiere. Pretendiamo la città conosca tutta la verità, che vengano individuate le cause dell'inquinamento, che si accertino le responsabilità e che si intervenga una volta per tutte. Chiediamo che i controlli sulla qualità delle acque diventino periodici e costanti, con campionamenti almeno ogni tre settimane durante la stagione balneare. Solo un monitoraggio continuo può garantire la tutela della salute dei cittadini e consentire di individuare tempestivamente eventuali nuove contaminazioni. Allo stesso tempo non ci si può limitare al solo Canale H. È necessario estendere immediatamente i controlli anche agli altri principali canali che sfociano nel nostro mare, a partire dal Ciappetta- Camaggio e con essi, monitorare anche il fiume Ofanto, per verificare se esistano ulteriori scarichi abusivi o altre situazioni di criticità ambientale".
"La tutela del mare di Barletta non può fermarsi ai confini comunali soprattutto per quanto riguarda l'Ofanto. Per questo chiediamo che venga istituito un tavolo permanente con tutti i Comuni della provincia interessati dal bacino idrografico, in particolare Andria, Canosa di Puglia, San Ferdinando di Puglia e Cerignola, insieme agli enti competenti. L'inquinamento delle acque richiede una strategia condivisa, controlli coordinati e responsabilità comuni. Se sul Canale H il centrodestra ha fallito facciamo in modo che possano essere evitate altre potenziali situazioni di inquinamento per il futuro altrimenti, a pagare il prezzo di ulteriori fallimenti, saranno sempre cittadini/e, il nostro mare e il futuro turistico della città".