Barletta, l’antenna di viale Ippocrate nel triangolo del panico elettromagnetico

In redazione protagonisti della contestazione. Gli abitanti chiedono rassicurazioni

venerdì 2 dicembre 2011 11.53
Aggiornamento: Inserite al termine del nostro articolo le foto dei nostri fotoreporter, di questa mattina del 2 dicembre. Notevole, si evince, la vicinanza delle fonti di emissione all'abitato.

È fisicamente rappresentato in redazione il triangolo di cui ci occuperemo in questo servizio. Michele Caporusso, operatore presso un'azienda ubicata nel complesso di viale Ippocrate. Geremia Gorgoglione, figlio titolare di un'altra azienda presente nel famigerato triangolo. Angelo Maldari, che abita nei pressi di via papa Giovanni XXIII. Tre voci preoccupate del futuro di questo pezzo di città deturpato esteticamente e avvolto da elevata incidenza di campi elettromagnetici. Rappresentano, intervenendo in redazione, preoccupazioni non demagogiche, non idealistiche ma comprovate da selettivi rapporti scientifici che nel tempo hanno raccolto e che nel tempo raccoglieranno. Rilevante e mirata è la dichiarazione che ci porta Angelo Maldari, dirigente provinciale della Giovane Italia con delega ambiente e salute, che circoscrive tutte le anomalie e le imperfezioni ambientali del triangolo di cui ci occupiamo in questo servizio, e ci racconta: «più che anomalie, bisogna ricordare che in una notizia di ieri del Ministero della Salute, viene rilanciato con fragore l'allarme per i più piccoli, che usano mezzi di comunicazione di massa come fossero normali giocattoli. Il campo elettromagnetico già presente in zona è molto elevato, poiché da documentazioni scientifiche ancora ufficiose risulta un'elevata incidenza dei campi elettromagnetici con conseguenti manifestazioni di gravi danni alla salute già evidenziati nei decenni scorsi. Si chiede pertanto un monitoraggio continuo della zona per prevenire danni irreversibili alla salute una volta attivato il nuovo ripetitore. Da studi condotti da illustri ingegneri, medici e fisici, si è dedotto che la città ideale sarebbe quella che non supera un livello campi elettromagnetici di 4 Volt/metro, anziché il limite imposto dalle attuali normative vigenti di 6 Volt/metro. In via papa Giovanni XXIII, documentazione alla mano, in una rilevazione, è stato rilevato un valore di 4.73 Volt/metro. Per cui l'implementazione farà aumentare in modo ulteriore questi livelli».

Rivolgiamo una domanda ad Angelo Maldari.

La ringraziamo per essere venuto in redazione a Barlettalife. Lei è portatore anche di lamentele e rimostranze da parte della cittadinanza?
Si, l'incidenza di importanti malattie in quella zona è particolarmente elevata, e la rappresento sia a nome della cittadinanza, sia a nome della mia famiglia, perché una mia parente è stata direttamente interessata da un tumore, guarito grazie a tempestive cure mediche. Basta pensare ai tanti casi di persone colpite dai tumori soprattutto in via Rossini, via Papa Giovanni XXIII, via Amendola, molti dei quali riguardanti la parte più giovane della cittadinanza. Il buon senso doveva portare l'amministrazione attuale, visto che il sindaco Maffei aveva fatto sospendere i lavori, di leggere più attentamente i dati, in virtù del fatto che i lavori sono stati ritardati sull'interramento degli elettrodotti, che doveva avvenire entro il 2012. Per cui, magari, prima di completare l'installazione dell'antenna, sarebbe stato plausibile aspettare l'interramento di tali elettrodotti, che riduce di oltre il 70% il campo elettromagnetico.

Rivolgiamo ora una domanda a Michele Caporusso, animatore del gruppo facebook BarlettaH24. In merito alla protesta dal suo gruppo realizzata sabato 19 novembre.

Ci saranno ulteriori azioni, o qualsivoglia protesta viene da voi ritenuta oramai vana?
Giammai, il momento di protesta è stato un momento per intercettare i cittadini, per manifestare il nostro rigetto, interpellando delle diverse figure tecniche e professionali. Proseguiremo nella contestazione che riterremo legittima contro l'insorgenza improvvisa di questo fungo elettromagnetico, che oltretutto deturpa l'estetica di un triangolo già vessato da atavici problemi. Certamente non scenderemo nuovamente in piazza. Vogliamo continuare a mantenere viva l'attenzione sul tema, in modo che la vicenda si sposti nelle aule oportune, perché per noi il problema può essere risolto. Anche tramite la partecipazione di risorse private si potrebbe cercare di porre rimedio al problema.

Consigliere Damiani, in redazione Michele, Geremia e Angelo, sicuramente suoi amici, sono rappresentativi di un numero più ampio di altri amici. La domanda è semplice. Lei dov'era?
Sono sempre stato attento alla problematica dell'inquinamento elettromagnetico della zona, in primis come residente, poi come cittadino e amministratore della città. Sono stato anche in passato un forte animatore di movimenti per l'interramento degli elettrodotti. Qui vi racconto un aneddoto: aver animato 15 anni fa tali movimenti per l'elettrodotto, l'aver votato a favore dell'interramento nel 2009 nel Consiglio Comunale, poi a ritrovarmi come assessore alla Provincia ad rilasciare delle autorizzazioni in merito all' interramento, mi rende certamente protagonista di questa vicenda. Ma in merito al fungo elettromagnetico, purtroppo, si è trattato di un'autorizzazione, rilasciata con silenzio/assenso a fine 2010 in seguito alla richiesta dell'operatore telefonico, con una procedura che ha seguito un iter strettamente gestionale del dirigente all'ambiente. Ecco perché è passata anche molto inosservata questa tematica, non essendo stata portata all'attenzione di quelle che sono le varie componenti politiche presenti nell'assise comunale.
Elettrodotti, la parola a Dario Damiani
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