Autonomia differenziata, PD Barletta: "Con i sindaci e le popolazioni contro una riforma che tradisce il Sud e calpesta la Costituzione"
La nota dei dem
giovedì 23 luglio 2026
0.07
«Il disegno portato avanti dal governo e dal ministro leghista Calderoli, procede con le pre-intese verso l'autonomia differenziata calpestando la Costituzione e i principi su cui si fonda il nostro Paese e la nostra democrazia». Così il circolo Pd di Barletta.
«Lo sappiamo bene al Sud, dove già si soffre una disparità di trattamento nella ripartizione delle risorse, soprattutto nella sanità, ma non solo.
E mentre l'inflazione galoppa, i costi energetici sono alle stelle e le famiglie fanno fatica a tirare avanti, il governo da una parte taglia i fondi e dall'altra tira dritto sulla riforma più scellerata e spregevole che si possa concepire, su materie importanti come la tutela della salute, la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare, con le pre-intese con le regioni ricche del nord, Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto.
Calderoli vuole spaccare l'Italia in due e il centrodestra glielo lascia fare, sulla pelle dei cittadini, per tenere unita la maggioranza e tirare avanti fino alle prossime elezioni politiche. Questa riforma esaspererà le differenze fra Nord e Sud, ledendo i pilastri della Costituzione che si basa sui principi di uguaglianza, unità e giustizia sociale.
Lo sanno bene i sindaci e gli amministratori locali che, dopo l'annuncio del presidente della nostra Regione Decaro, di volere impugnare innanzi alla Consulta la riforma Calderoli, hanno siglato un appello per chiedere al governo di fermarsi.
Anche noi ribadiamo la necessità e l'appello, ai parlamentari del sud e pugliesi in particolare, di essere fedeli a quei principi sanciti dalla nostra Carta. Ma sembra che ascoltino di più le sirene di parte e di partito, come ha fatto il senatore barlettano di Forza Italia Dario Damiani, che i principi a cui dovrebbero tenere fede visto il ruolo che rivestono. Questo vuol dire tradire il patto di fiducia con i cittadini - elettori Paese e dimostra, se fosse ancora necessario, quanto poco questa classe politica al governo si preoccupi del futuro del Sud.
Tutto ciò è intollerabile e va fermato. Serve costruire un fronte del sud, con i sindaci e le sindache, gli amministratori e le popolazioni, nel nome della Costituzione e per il futuro dell'Italia e dei nostri figli».
«Lo sappiamo bene al Sud, dove già si soffre una disparità di trattamento nella ripartizione delle risorse, soprattutto nella sanità, ma non solo.
E mentre l'inflazione galoppa, i costi energetici sono alle stelle e le famiglie fanno fatica a tirare avanti, il governo da una parte taglia i fondi e dall'altra tira dritto sulla riforma più scellerata e spregevole che si possa concepire, su materie importanti come la tutela della salute, la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare, con le pre-intese con le regioni ricche del nord, Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto.
Calderoli vuole spaccare l'Italia in due e il centrodestra glielo lascia fare, sulla pelle dei cittadini, per tenere unita la maggioranza e tirare avanti fino alle prossime elezioni politiche. Questa riforma esaspererà le differenze fra Nord e Sud, ledendo i pilastri della Costituzione che si basa sui principi di uguaglianza, unità e giustizia sociale.
Lo sanno bene i sindaci e gli amministratori locali che, dopo l'annuncio del presidente della nostra Regione Decaro, di volere impugnare innanzi alla Consulta la riforma Calderoli, hanno siglato un appello per chiedere al governo di fermarsi.
Anche noi ribadiamo la necessità e l'appello, ai parlamentari del sud e pugliesi in particolare, di essere fedeli a quei principi sanciti dalla nostra Carta. Ma sembra che ascoltino di più le sirene di parte e di partito, come ha fatto il senatore barlettano di Forza Italia Dario Damiani, che i principi a cui dovrebbero tenere fede visto il ruolo che rivestono. Questo vuol dire tradire il patto di fiducia con i cittadini - elettori Paese e dimostra, se fosse ancora necessario, quanto poco questa classe politica al governo si preoccupi del futuro del Sud.
Tutto ciò è intollerabile e va fermato. Serve costruire un fronte del sud, con i sindaci e le sindache, gli amministratori e le popolazioni, nel nome della Costituzione e per il futuro dell'Italia e dei nostri figli».