Andy Warhol incontra De Nittis a Palazzo della Marra: in esposizione “Cantaloupes II”

L'opera sarà visitabile fino al prossimo 29 novembre

venerdì 25 settembre 2026 10.48
A partire da oggi venerdì 25 settembre, a conclusione della straordinaria esposizione dell'opera iconica di Giuseppe De Nittis La Strada da Napoli a Brindisi ritornata negli Stati Uniti dopo un lungo prestito di oltre tre anni, nella medesima sala sarà presentato per la prima volta un aspetto inedito della produzione del pittore barlettano e precisamente la tendenza astratta nell'impressionismo e nella sua pittura.

L'occasione è data dall'esposizione a Palazzo Della Marra dell'opera di Andy Warhol "Cantaloupes II", che costituisce un collegamento con la mostra "Warhol VS Banksy", curata da Sabina de Gregori e Giuseppe Stagnitta, attualmente in corso nei sotterranei del Castello di Barletta.

L'assessore alla Cultura e Grandi Eventi Oronzo Cilli sull'iniziativa dichiara: «Seguendo le indicazioni ministeriali sul tema di rinnovare e rinventare la lettura del patrimonio artistico italiano, tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, abbiamo fortemente voluto esporre un'opera di Andy Warhol a Palazzo Della Marra in dialogo con alcuni dipinti di Giuseppe De Nittis che evidenziano la tendenza astrattista presente nel movimento impressionista di cui il nostro illustre artista è uno degli indiscussi protagonisti insieme a Edgar Degas e Claude Monet».

In Cantaloupes II, quattro meloni tagliati a metà sembrano fluttuare in uno spazio privo di un piano d'appoggio o di una prospettiva tradizionale. Warhol elimina infatti ogni riferimento ambientale: non esistono tavolo, orizzonte o profondità naturalistica. I frutti sono osservati da angolazioni differenti e le loro ombre nere e turchesi si spostano autonomamente rispetto alle forme, sovrapponendosi alle grandi campiture rosa e lilla dello sfondo.

L'opera di Warhol, che sarà visitabile fino al prossimo 29 novembre ha offerto al curatore della Pinacoteca, l'occasione di studiare un inesplorato aspetto nel nostro De Nittis: la sua intima e antesignana aspirazione / tendenza all'astrattismo.

Tale possibilità rientra nella sua innata sensibilità e curiosità espressiva, che lo porterà, tra l'altro, a "riscoprire" la tecnica del pastello e ad essere influenzato dalla "Musa Giapponese".

A questo proposito il curatore Renato Miracco afferma «In alcuni dei suoi dipinti De Nittis pone forme riconoscibili per poi annullarle con il colore e la luce, attuando una doppia operazione sia mentale che grafica. Il territorio dell'immaginazione in cui lavora De Nittis è quello dell'intreccio tra finzione e testimonianza, tra costruzione e documentazione del reale, adottando quella che oggi si chiamerebbe immaginazione interattiva».