Coalizione Civica: «Al fianco del volontariato contro il degrado sociale e culturale»

La nota integrale a firma di Coalizione Civica Barletta

venerdì 25 settembre 2026 11.13
La Coalizione Civica Barletta interviene nel dibattito sul ruolo del volontariato e del Terzo Settore in città, alla vigilia della discussione in Consiglio comunale del nuovo regolamento sulla gestione condivisa dei beni comuni. Di seguito la nota completa:

«Tra qualche giorno in consiglio comunale ci appresteremo a discutere - e speriamo ad approvare - un nuovo regolamento che andrà a disciplinare i rapporti tra l'amministrazione comunale, i cittadini e le associazioni per la gestione condivisa dei beni comuni. Una grande novità in termini giuridici ed amministrativi che va nella direzione di riconoscere il fondamentale apporto della cittadinanza attiva nella riqualificazione di spazi pubblici al fine di renderli davvero un bene prezioso al servizio di tutta la collettività.

Questo percorso va in primis a suggellare l'apporto straordinario e strategico che storicamente il terzo settore ha avuto nella città di Barletta e lo proietta verso nuove e più grandi sfide fatte di responsabilità e nuovi servizi da garantire alla comunità. Il volontariato è un faro di civiltà e esempio luminoso per le generazioni a venire. Mostra che l'impegno civile nasce prima di tutto dai gesti di cura, dall'ascolto e dalla capacità di non voltarsi dall'altra parte di fronte al bisogno. Proteggere questo lavoro, ieri e oggi, significa proteggere il futuro democratico e umano della nostra città.

È evidente che questo apporto abbia rappresentato, e a tutt'oggi rappresenti, una forma di resilienza e una risposta concreta a ciò che le istituzioni non sono state in grado di garantire: servizi efficienti, tutele, diritti per tutte e tutti. Per dirla in breve, negli ultimi anni le associazioni a Barletta hanno cercato di rendere concreta l'applicazione dei principi costituzionali, altrimenti negati o traditi. La nostra Costituzione - come ricordava in questi giorni il Presidente della Repubblica Mattarella e, sempre declinando lo stesso tema il Presidente della Regione Puglia Decaro - è un manifesto di dignità umana.

Negli articoli che promuovono l'uguaglianza sostanziale e l'accoglienza delle differenze risiede il principio più alto della nostra democrazia: l'idea che la Repubblica debba rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona. È solo in questo solco che si inserisce la vera cura della bellezza, intesa come armonia sociale, giustizia e dignità restituita a ogni ultimo/a. Chiunque semini questa bellezza e la pratichi ogni giorno sul territorio rappresenta un patrimonio collettivo intangibile, una risorsa da tutelare e valorizzare a ogni costo.

Tanto più se questo patrimonio dovesse trovarsi sotto l'attacco di forze politiche maestre nell'utilizzo di "armi di distrazione di massa". La strategia dei seminatori d'odio è nota da sempre: distrarre dai problemi reali che attanagliano le nostre vite (guerre, ingiustizie, inquinamento, inflazione, caro carburante) e creare nemici immaginari tra le classi lavoratrici e subalterne. Questo vale a livello globale, nazionale e anche locale. In una città in cui le destre governano da quasi dieci anni fallendo su molteplici fronti amministrativi e politici di cui sono responsabili, ci sembra giusto porre alcune domande. Se l'assenza delle istituzioni crea degrado culturale e sociale, chi ne è responsabile? E ancora, dove troviamo concretamente questo degrado?

Noi pensiamo che il degrado sia innanzitutto l'assenza di "cura" dello spazio pubblico. Degrado è una città sporca e maleodorante, con strade invase da blatte ed erbacce infestanti. È degradata una città in cui la violenza la fa da padrona a partire dai suoi giovanissimi figli fino ad arrivare ai regolamenti di conti di stampo criminale. È degradata una città in cui aziende insalubri avvelenano l'aria, il suolo e le falde acquifere. È degradata una città con cantieri infiniti che creano disagi a chi la mattina si sveglia per andare a lavorare. È degradata una città con una villa chiusa al pubblico da anni. È degradata una città con strade ancora non asfaltate o con buche grandi come crateri. È degradata una città che abbatte alberi e non ne pianta di nuovi. È degradata una città che sa pensarsi solo in funzione del cemento. È degradata una città in cui bisogna fare la fila per le poche giostrine disponibili per i bambini. È degradata una città che scambia eventi di propaganda politica per "cultura".

È degradata una città che volta le spalle alle periferie e le lascia governare dalla legge del più forte. Ci chiediamo: è mai possibile che la destra in questa città non veda tutto ciò? Che continui a raccontare la favola della città pulita ed ordinata mentre tutto intorno sta andando a rotoli? O, peggio, che cerchino di nascondere la polvere sotto il tappeto spostando l'attenzione dai problemi reali a quelli immaginari? La risposta, purtroppo, è sì, è possibile. Non si spiegherebbe altrimenti la crociata contro quelle realtà che quotidianamente si rimboccano le maniche, insinuando dubbi o, peggio, calunniandole.

Noi invece abbiamo il dovere di esprimere totale solidarietà a chi subisce attacchi strumentali. Solidarietà all'Ambulatorio Popolare e ai suoi volontari per gli stupidi attacchi ricevuti da chi è in continua ricerca di visibilità e consenso elettorale. Soggetti che andrebbero letteralmente ignorati sul piano del dibattito pubblico e contrastati nelle forme opportune. Esprimiamo al tempo stesso gratitudine verso tutte le realtà sociali che ogni giorno si impegnano a trasformare la città in un posto migliore di come l'hanno trovato. È un fatto positivo che piazza Plebiscito sia diventata un luogo di solidarietà e cittadinanza attiva. Possiamo fare altri esempi.

A Luglio abbiamo organizzato una manifestazione pubblica presso i giardini Baden Powell il cui volto è cambiato radicalmente grazie al lavoro dei volontari di Legambiente. Da luogo di spaccio e marginalità a parco vivo e frequentato dai residenti del quartiere. Ancora, siamo soliti frequentare le attività del circolo Arci Cafiero che ha acceso una luce di speranza nel quartiere 167 con servizi sociali e appuntamenti culturali gratuiti per bambini/e, ragazzi/e e adulti. Potremmo fare molti altri esempi, dalle librerie ai festival indipendenti, da chi difende l'ambiente a chi si occupa di beni comuni, dalle attività sociali delle parrocchie, fino a chi diffonde lo sport di base a partire dalle giovani generazioni.

Di queste realtà la città è piena, esse operano grazie ai propri volontari, mentre la loro utilità sociale è certificata anche dalle istituzioni pubbliche con cui le stesse sottoscrivono accordi e collaborazioni. Le destre se ne facciano una ragione: le istituzioni non solo hanno il dovere di collaborare con l'Ambulatorio Popolare e con tutte queste esperienze, ma dovrebbero impegnarsi affinché crescano e si moltiplichino sul territorio cittadino. Ciò che le istituzioni non dovrebbero mai fare, invece, è prestare il fianco a chi semina odio mettendo le persone le une contro le altre per becero tornaconto elettorale, senza che la città ne tragga nessun tipo di beneficio. Ad oggi l'imbarazzante silenzio che proviene da palazzo di città assomiglia più ad una complicità che all'indifferenza. In ogni caso non ci sembrerebbe giustificata nemmeno la seconda.

A tutte le forze politiche e sociali che si sono ribellate e si indignano di fronte a certi rigurgiti populisti e demagogici va il nostro invito a tenere insieme alta la guardia e a tenere ancora più unito e compatto il fronte di chi non lascerà che ideologie sconfitte dalla storia, anche dalla storia della nostra città, possano tornare a creare scompiglio nella nostra comunità».