A Barletta la presentazione dello spettacolo teatrale tratto dal testo di Giuseppe Lagrasta

In programma oggi presso il Teatro Curci

martedì 21 aprile 2026
Oggi martedì 21 aprile 2026, presso il Teatro Curci di Barletta, alle ore 9.30, sarà presentato lo spettacolo Teatrale, tratto dal testo di Giuseppe Lagrasta, "Giuseppe De Nittis. Conversazione con il Minotauro" e realizzato dalla Compagnia Il Carro dei Comici. In scena, con l'attore e regista dello spettacolo, Francesco Tammacco, (nel ruolo di Giuseppe De Nittis), Rosa Tarantino (nel ruolo di Léontine Lucile Gruvelle De Nittis) e Veronica Sforza (nel ruolo del Minotauro).

«Il testo teatrale esplicita e valorizza la grammatica del teatro di formazione giovanile e la grammatica dell'educazione alla creatività e allo sviluppo del pensiero critico, elementi sostanziali e determinanti per la crescita esistenziale e spirituale delle giovani generazioni. Nella società complessa – continua lo scrittore Giuseppe Lagrasta – il teatro di formazione assume una valenza strategica per approfondire l'area dell'educazione, della comunicazione pedagogica, della relazione educativa e della relazione interpersonale; infatti, il teatro di formazione è teatro dialogico che attraverso la sua narrazione pone in evidenza le strutture umane che si interrogano, elaborano, discutono, si confrontano e prendono decisioni, determinando lo spessore maieutico dei linguaggi teatrali. La struttura della società complessa necessita di essere rivisitata all'interno di nodi cruciali che riguardano la rete comunicativa sociale e le componenti che la definiscono, invitando a ponderare sulla rilevanza che assumono nella vita quotidiana le azioni di dialogo, di ascolto e di relazione. Ma non è improprio punteggiare che oltre al dialogo e all'ascolto, risulta decisivo accentuare l'interesse nello scandagliare la rete sistemica costituita dall'uso di parole responsabili nel corso della conversazione e della relazione interpersonale.»

E il prof. Lagrasta approfondisce il tema, affermando che, «Il linguaggio del teatro di formazione invita a ragionare sulle capacità relazionali positive che si instaurano tra i giovani, esorta ad esplorare le dinamiche sottese alle capacità di empatia, supporta l'uso delle parole responsabili, e incoraggia il richiamo alla fusione degli orizzonti di senso e significato e persiste sull'analisi dei contesti in cui agisce l'uso di parole responsabili. Attraverso un testo teatrale come il testo dedicato a Giuseppe De Nittis, - sottolinea l'autore - emergono molteplici "parole responsabili» (tra poesia, teatro di narrazione e formazione) che il linguaggio teatrale riesce a raccogliere in una cesta di poetiche metafore e assonanze, comunicandole in modo efficace e pertinente.

«La parola teatrale, - continua l'autore - interpretata, approfondita e recitata, tesa e intensa, profonda e maieutica, così come espressa dagli attori, Francesco Tammacco, Rosa Tarantino e Veronica Sforza, mette in risalto il messaggio educativo del teatro di formazione e quindi permette di veicolare le parole responsabili in modo consono, che peraltro, si alimentano del suono, della voce, del linguaggio dei corpi, del significato dello sguardo, dei volti e degli occhi degli attori, ponendo in essere un amplificato senso del significato che la parola responsabile, comunica.»

L'autore del testo sottolinea come, «La comunicazione teatrale è sempre pedagogica: possiede il valore educativo, paideico, pedagogico ed estetico, quando sostiene le buone ragioni per fare una critica riflessiva e ponderata alla società in cui si vive e confronta gli intrecci esistenziali ai nodi sociali, storici e antropologici esplorando ipotesi e supposizioni. Tra l'autobiografia creativa e artistica di Giuseppe De Nittis, la creatività di Lèontine Gruvelle, bravissima scrittrice, e la figura misteriosa del Minotauro, - aggiunge Giuseppe Lagrasta - si sviluppa, tra mistero, magia e incanto narrativo, il riconoscimento dello stadio emotivo e comunicativo, fino a frantumare gli argini del conformismo sociale, codificando così i significati esperienziali e risvegliandoli a una nuova vita quotidiana ricca di consapevolezze ma anche di responsabilità.»

«E il teatro di formazione prende così, senso e significato, - continua Giuseppe Lagrasta - comunicando un codice etico ed estetico del teatro giovanile, che in questo caso ha preso spunto dalla rete dei significati delle opere pittoriche, dal "Taccuino 1870/1874" di Giuseppe De Nittis, e dalle relazioni autobiografiche della Famiglia De Nittis, procedendo di pari passo con i nodi creativi emergenti e viaggiando all'interno della rete dei valori umani denittisiani, che insistono, nel frantumare i luoghi comuni che avviliscono le parole e le immagini, offrendo all'osservatore, nuove prospettive finalizzate ad una fusione di orizzonti. Quindi dal teatro di formazione scaturisce un alfabeto estetico che definisce un codice generale della creatività. Le parole costitutive del codice estetico di De Nittis, sono: "Responsabilità, poesia, emozione, passione, percezione, luce, paesaggio, ecologia, formazione, colore, quotidianità, autobiografia, narrazione, esperienza, rispetto, legalità, etica, dialogo, ascolto, pittura, passione, ipotesi, indagine, congettura»; tale alfabeto, strettamente legato all'arte e alla pittura di Giuseppe De Nittis, rende buone ragioni nell'offrire attraverso il teatro di formazione, le coordinate per dare nuova linfa vitale a parole e immagini stremate dall'uso improprio sociale.

«E il teatro di formazione, con il suo linguaggio sociale, - conclude Lagrasta - comunque, in questo momento storico, ci sta più a cuore, in quanto possiede tutti gli strumenti didattici per supportare e sviluppare apprendimenti propositivi per una metodologia di ricerca – azione teatrale che ponga al centro della formazione, i giovani, le loro autobiografie e le loro esperienze vitali ed esistenziali.»