Storia di Barletta

Storia di Barletta in breve

Origini preistoriche, tante le dinastie medievali

A CURA DI PAOLO DORONZO

Il territorio su cui si estende attualmente risulta frequentato da età preistorica, numerose sono le testimonianze archeologiche risalenti al Paleolitico medio e superiore (tra 90.000 e 30.000 anni fa ca.) con ritrovamenti in pietra nell'area costiera di Ariscianne. Numerose le tombe di età daunia (IV-II sec. a.C.) tra cui quella nel sottosuolo della Cattedrale. I recenti ritrovamenti nel sottosuolo della stessa testimoniano la presenza si una chiesa paleocristiana del VI sec. Citata come Bardulos nella Tavola Peutingeriana, copia del XII sec. di una carta romana. Tuttavia, le prime notizie riguardo l'esistenza di un nucleo urbano che dal IX sec. quando accolse gli abitanti di Canosa sfuggiti alle scorrerie saracene e poi nel 1083 quando conobbe una immigrazione proveniente da Canne in seguito alla distruzione di questa ad opera di Roberto il Guiscardo. Il primo borgo a formarsi in ordine cronologico, fu, secondo la tradizione, il borgo di S. Giacomo.

Fu Pietro il Normanno a modificare, alla metà dell'XI sec., l'assetto della città per utilizzarla come roccaforte militare, ordinando la costruzione della prima cinta muraria e a far erigere la primitiva rocca. Nel 1228 Federico II di Svevia, che si ritiene ritratto in un busto conservato nel Castello, proprio da qui annunciò la partenza per la sesta crociata. Tra l'XI e il XII sec. due erano i centri della città: il rione S. Maria, e quello di S. Giacomo ad occidente. Tra i due si collocò la basilica del S. Sepolcro. Nel 1190 Tancredi di Sicilia elesse la città di Barletta città regia. Nel 1194 terminò il periodo normanno ed iniziò quello svevo, in cui è importante è la figura di Federico II, a cui si deve il primo ampliamento del Castello, dove viene custodito un busto che diversi storici ritengono essere il ritratto dell'imperatore.

Nel sec. XII la città conobbe un grande sviluppo commerciale e demografico. Con la dinastia sveva e poi con quella angioina, Barletta conobbe il periodo di massimo splendore: venne ampliato il castello e allargata la cinta muraria, furono erette quattro porte. Dal 1327, in seguito alla distruzione della cittadina palestinese di Nazareth, gli Arcivescovi Nazareni si trasferirono a Barletta, che divenne loro sede definitiva fino alla soppressione del titolo. Successiva è la dominazione aragonese. Nel 1459 il nuovo re, Ferdinando I, fu incoronato proprio nella cattedrale di Barletta.

La seconda guerra d'Italia, tra Spagna e Francia, introdusse il lungo periodo della dominazione spagnola, fino ai primi del '700, avvenne la famosa Disfida il 13 febbraio 1503, fra cavalieri francesi e italiani. Nel 1656 la peste colpì la città con gravi perdite nella popolazione. La tradizione vuole che l'epidemia si sia arrestata nel marzo del 1657 per intercessione della Madonna dello Sterpeto, patrona con San Ruggero della città. Nel '700 subentrarono i Borboni, fino al 1859. Dopo l'Unità d'Italia e la dichiarazione di Barletta città aperta, la città ha fatto rapidi progressi: l'ampliamento del porto, l'intensificarsi dei suoi commerci, la nascita di nuove industrie, l'apertura di nuove scuole, l'intensificazione delle colture agricole.

Nel 1860, fu elevata a arcidiocesi da papa Pio IX anche con Nazareth. Barletta è protagonista anche nelle due guerre mondiali novecentesche: il castello viene bombardato da una flotta austro-ungarica nel 1915 e dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 Barletta fu teatro di fatti gravi: la prima esperienza di rappresaglia per la Resistenza contro i nazisti. Il 12 settembre i tedeschi fucilarono undici vigili e due netturbini. Per questo alla città sono state conferite due medaglie d'oro: al Merito Civile nel 1998 e al Valor Militare nel 2004.



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