Storia di Barletta

Il nome e lo stemma della città

Dal titolo storico "Bardulos" al nome comune "Varrett"

A CURA DI FLORIANA DORONZO

Bardulos è il vecchio nome storico di Barletta, quella via militare obbligatoriamente citata dalla guida bellica della Tabula Peutingeriana, quella preziosa città tra l'interland e il mare, quella località tanto ambita da chi ambisce alla conquista e deve sfruttare i collegamenti tra mare e terra. Questo il valore storico della nostra città, la cui posizione è sempre stata un'arma a doppio taglio; scalo marittimo per Canosa, piacevole luogo di ristoro per il clima mitigato perché non molto vicino alla zona paludosa del fiume Ofanto e crocevia tra l'entroterra sannitico e la via litoranea verso Bari e Brindisi. I Bardei sono i veri primi barlettani, coloro a cui dobbiamo l'anagrafico nome della nostra città: la prima popolazione che si è insediata in questa "oasi" nel IV secolo a.C. Passano più di dieci secoli e il nome subisce una variazione con Barulum, Varolum in volgare. Ed ecco la nostra Varrett (la mania fonetica prettamente mediterranea di trasformare la "b" in "v") e la Barletta di tutti, da più di 900 anni.

Parola ai simboli adesso, al nostro gonfalone, a quell'insieme di pietre che designano lo stemma e accolgono il turista appena esce dalla stazione centrale. Si crede a un'azione difensiva del signore dell'antica Bardulos, il quale preservò la sua città dall'attacco dei saraceni. Di ritorno, il patron barlettano strisciò la mano insanguinata su una delle porte nei pressi delle mura urbiche, lasciando il segno delle quattro dita di sangue all'ingresso della città. Ed ecco che giungono a noi le quattro burelle rosse su fondo bianco d'argento, incoronate da un diadema e incorniciate dall'incrocio di due rami di quercia e d'alloro. Questo lo stemma che si trova al centro del gonfalone: un drappo bianco contornato in oro che riporta l'iscrizione aurea e arcuata di "Città di Barletta". L'ultima modifica apportata risale a 13 anni fa ad opera dell'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il quale prescrisse la corona prevista dal regolamento araldico e concesse lo stemma con decreto presidenziale.

La simbologia barlettana come quella della sua dirimpettaia Dubrovnik e di Ravello in costiera amalfitana. I colori nazionali contemplati in diverso modo: il bianco e la preziosità dell'anima, il vigoroso rosso dei corpi, la cromia speranzosa della terra. Questa la storia, queste le leggende, questo l'orgoglio e la vivacità della non più Bardulos.



Stemma di Barletta
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