Wine challenge
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"Wine challenge" ed è subito gran polemica

Il castello ad uso privato, cena vip e red carpet animano gli umori dei cittadini

Una serata estiva, una cornice storica tra le migliori che si potessero desiderare, due padrini d'eccezione, Giancarlo Giannini e Philippe Leroy, tanti ospiti importanti tra cui il vice ministro alle Politiche Agricole Andrea Olivero, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l'assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Leonardo Di Gioia, il direttore della Coldiretti Puglia Angelo Corsetti, il presidente dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri, il sindaco Pasquale Cascella ed il famoso chef Carlo Cracco, per un evento che ha esaltato l'eccellenza di 13 vini pugliesi contrapponendoli ad altrettanti francesi: "The wine challenge" (voci di corridoio narrerebbero che il famoso vincitore della "Disfida enologica" sia stato un vino di Montalcino).

Un evento a cui tutti avrebbero desiderato prendere parte, purtroppo però la partecipazione è stata riservata a pochi intimi. Una cornice pubblica, il castello svevo di Barletta, che è stato precluso ai cittadini per una giornata intera dedicata al mondo vip. La piazza d'Armi che, dopo aver ospitato una brevissima stagione di Castello Cinema, ha chiuso i battenti al pubblico per lavori di restauro. Una serata del genere ed è subito miracolo, la location è stata rimbellettata in fretta e furia per essere pronta all'uso. Ed è subito gran polemica sulla spinosa questione: rimbalzano le furiose stoccate degli utenti Facebook sulla cena vip tenutasi due sere fa a Barletta. Si sprecano i commenti sotto le eleganti foto della serata, ritraenti un red carpet degno delle grandi star, a cui i cittadini hanno dovuto assistere stando dietro delle transenne. Un castello diviso a metà, tra il mondo di chi può e di chi guarda, una città indignata nel complesso, forse offesa nel suo essere stata esclusa.

La concessione del patrimonio pubblico ad uso esclusivo è stata comunque regolamentata da un delibera di giunta, del 27/08/2015, in cui si legge "Manifestazione Nero di Sera, The wine challenge, la Disfida enologica, 2 settembre 2015, concessione patrocinio ed utilizzo gratuito castello". In molti hanno obiettato che non vi è nulla di male nella concessione di un luogo pubblico ad uso privato, anzi molti comuni d'Italia utilizzano quest'espediente per incrementare le entrate nelle casse comunali. Esatto, "entrate", poiché nel momento in cui un bene pubblico venga concesso per un uso esclusivo, questo servizio dev'essere retribuito, in caso contrario resta la possibilità che tutti i cittadini possano prendere parte all'evento stanziando nel suddetto luogo pubblico, obiettano dall'opposizione.

Dieci uomini per la sicurezza, vigili urbani, ingresso off-limits, musica dal vivo, finanziamenti europei, infinite le critiche sui social, contro l'organizzazione che ha curato la serata, alla quale in molti si sono rivolti chiedendo un invito e ricevendone un vigoroso rifiuto. Contestazioni più o meno animate si rincorrono tra oppositori e non, tra chi avrebbe voluto esserci e chi avrebbe magari voluto decidere di partecipare o meno, senza essere costretto a guardare "il mondo" dietro una transenna, senza dover tornare indietro verso l'uscita posteriore per poter attraversare un castello diviso a metà. Non succedeva da tempo, o forse è sempre successo nella normalità barlettana di mezza estate.
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